Ad un mese
dallo svolgimento dei Campionati Italiani di Pesca in Apnea, mio malgrado,
mi trovo costretto ad intervenire sull’argomento visti i toni accesi,
esagerati e fuorvianti assunti dal confronto. Il mio inserimento nella
discussione diventa inevitabile dal momento in cui si dichiara che i
“segnali di insofferenza incontrovertibile espressi dalla società civile
del territorio” non sono stati avvertiti dagli organizzatori della
competizione; ed ancora
che…” chi non era d’accordo ha comunque dimostrato un atteggiamento civile
astenendosi…”.
Ora, sentendomi
io parte della stessa società civile con gli stessi titoli e diritti dei
rappresentanti il Centro Didattico di Biologia Marina, dei Diving Center del
Sindaco, del presidente della Proloco e dell’accademia Mare Ambiente,
credo di aver diritto a spiegare le mie ragioni, sempre che dalla parte
opposta si abbia voglia di ascoltare.
Intanto, per
fare chiarezza, società civile ed atteggiamento civile sono termini che
significano esattamente una cosa: società civile è una società che si è
data delle norme e leggi scritte ed atteggiamento civile è il comportamento
individuale o di gruppo che fa riferimento agli usi ed alle leggi scritte.
La pesca subacquea in apnea è indicata dalle suddette leggi come una
disciplina sportiva della pesca dilettantistica con tutta una serie di
difficoltà naturali, norme e restrizioni rispetto ad altri tipi di pesca
che ne limitano fortemente l’impatto nell’ambiente.
La F.I.P.S.A.S.
con i suoi regolamenti particolari dei vari campionati, limita ulteriormente
il numero delle catture, aumenta il peso minimo rispetto alle norme di legge
a 300 e 400 grammi a secondo la manifestazione, esclude tutta una serie di
animali che non sono pesci (crostacei, cefalopodi, selaceni ecc….) esclude
la cattura della cernia ed obbliga ad un peso minimo, per gronchi e murene,
di kg.2 e penalizza le catture di peso inferiore. Ma tutte queste cose agli
interlocutori non interessano; a queste persone “civili” piace trovare
un facile capo espiatorio da additare all’opinione pubblica quale causa
del depauperamento ittico dei nostri mari e dell’Argentario in
particolare. Costoro non vogliono vedere, denunciare, bloccare, manifestare
civilmente contro chi, giornalmente, con scarichi inquinanti, con tipi di
pesca legali ma altamente distruttivi, con costruzioni indecenti sulle
scogliere del promontorio hanno trasformato il territorio e continuano a
devastare il nostro ecosistema marino.
È troppo più
facile schierarsi con chi fa business vedendo
solo il proprio tornaconto e tacere contro tipi di pesca altamente
distruttivi, dubbie operazioni edilizie, scarichi urbani collettivi o
privati.
I sindacati
della pesca, gli imprenditori edili con i Vips e gli amministratori locali
non si toccano perché sanno essere riconoscenti verso organizzazioni
“civili” che creano immagine e che sanno organizzare manifestazioni
“altamente scientifiche” basate sull’ipocrisia e su giudizi morali.
Non scendo poi
nei commenti al pescato relativo al campionato; comunque fosse andata si
sarebbe stata la critica spassionata e “civile”.
“Sono stati
catturati pochi pesci” la colpa è dei pescatori apneisti che distruggono
sistematicamente il fondale; fossero invece state catturate grandi quantità
di pesci si sarebbe gridato all’ecatombe!
A me piacerebbe
riportare un po’ di serenità e di dialogo tra le parti, però vorrei che
questo avvenisse in luogo pubblico, meglio se presso una televisione, anche
locale, mettendo insieme rappresentanti della F.I.P.S.A.S., Amministratori
locali, WWF, Lega Ambiente, Centro Didattico Biologia Marina, Accademia Mare
Ambiente, Sindacati della Pesca, Capitanerie di Porto, pescatori dilettanti
sub e non ecc……
Certo è che
rimanendo così le cose in quanto persone indesiderate e commercialmente non
interessanti, eviteremo accuratamente di scendere nei paesi del Comune di
Monte Argentario e faremo propaganda affinché tutti i pescatori F.P.S.A.S.
si comportino allo stesso modo, pur continuando, finche le leggi civili ce
lo consentiranno, a frequentare e a pescare nelle acque del promontorio.
Prof. Vella Antonino
Viale dei Cipressi 14
Cap 58020 Puntone di Scarlino (GR).
Tel. N° 3405981070