LETTERA DI ROBERTO PALAZZO – ACQUE INTERNE

 

La primavera per le acque interne è appena arrivata, e già nubi minacciose si addensano sulla stagione agonistica. E’ in atto un autentico assedio da varie componenti di pescatori, che hanno pretestuosamente deciso la cancellazione del settore agonistico acque interne e sognano perfino l'eliminazione della pesca in apnea.

Sono estremisti, in larga maggioranza esterni a Fipsas, ma, facendo leva su false ideologie di una pesca eco-compatibile, cercano di introdurre mentalità che nulla hanno a che fare con le nostre tradizioni.

Guardano a pratiche d'oltre oceano, ove le situazioni ambientali sono ben diverse, e cercano di imporre la propria visone con ogni mezzo.

Noi lacustri non abbiamo intenzione di subire altri attacchi. Siamo coscienti che l'immobilità significherebbe fine certa, quindi abbiamo necessità di nuove iniziative e di una ristrutturazione della nostra immagine di pescatori agonisti e amatoriali.

Non è un problema di prelievo, il prelievo di cui siamo responsabili è oltremodo contenuto, circa lo 0,3 %. Il nostro è un problema di immagine che si è creato a seguito di distorsioni dovute a disinformazione e pregiudizio, un problema a base di invidie e gelosie.

Le priorità sono più d'una. In primo luogo, i regolamenti gara vanno adeguati e resi incontestabili sotto il profilo della quantità di prelievo; poi, è necessario ricostruire l’immagine del pescatore in apnea privilegiando gli aspetti apneistici e atletici della nostra meravigliosa disciplina; infine, è fondamentale che la nostra categoria non si lasci ghettizzare.

Per quanto riguarda i regolamenti di prelievo delle gare, sappiamo che saremo sempre criticati da qualcuno, a prescindere dalle soluzioni adottate.

Ciò non toglie che sapremo ridurre il prelievo senza ridurre le competizioni a puro esercizio di fortuna, privilegeremo la pesca di ricerca alla pesca di quantità.

Mentre questa viene data lettura a questo messaggio, è in atto un' apposita riunione degli agonisti lacustri per la discussione delle modifiche regolamentari.

Appare difficile, però, introdurre nelle acque interne gare interamente a nuoto come è stato fatto per le competizioni in mare, in quanto questa formula mal si concilia con l’intensissimo traffico nautico tipico dei bacini lacustri.

La ricostruzione dell'immagine si baserà innanzi tutto sulla formazione dei pescatori in apnea. Sui nostri laghi vogliamo pescatori in apnea che sappiano essere vetrina di sé stessi, in questo senso siamo avvantaggiati dall’obbligatorietà della licenza di pesca necessaria per le acque interne, in quanto facilita contatti e tesseramenti con i circoli. 

Lo strumento operativo dovrà essere la figura dell'istruttore di pesca in apnea, ed è forte l’esigenza di  potenziare immediatamente il numero degli istruttori procedendo all’organizzazione di nuovi corsi per formatori, un’iniziativa che sappiamo essere considerata prioritaria anche in altre regioni, come la stessa Toscana che ospita questo incontro.
Scopo prioritario dei corsi agonistici è la corretta formazione del pescatore in apnea, che con il brevetto acquisirà nozioni fondamentali sui temi importanti: sicurezza, regolamenti e normative, tecniche di pesca e uso corretto delle attrezzature e, prima di tutto, cura della propria immagine e dell’impatto sull’opinione pubblica.Obiettivo è avere il più alto numero possibile di affiliati con brevetto agonistico, per fare ciò abbiamo bisogno di corsi snelli e facilmente accessibili e della massima qualità al minimo costo economico.  Solo con pescatori amatoriali preparati possiamo pensare di respingere le sfide che ci sono state lanciate.

Altra priorità è non cadere nel tranello tesoci dai detrattori, chiuderci in noi stessi ad oltranza non produrrà nulla, la ghettizzazione è un rischio evidente.

Sta a noi evitare di lasciarci imbottigliare, aprendoci a qualsiasi iniziativa che possa renderei pescatori in apnea parte attiva della società dei lacustri. Con apposite iniziative mirate possiamo farci rispettare dalla componente cannista della FIPSAS, la collaborazione è la nostra arma, l'uomo in muta mimetica dovrà essere visto come il risolutore dei problemi di manutenzione subacquei. Solo così respingeremo il tentativo di ghettizzazione orchestrato dai propagandisti della falsa teoria del no-kill.

 

 

Roberto Palazzo

Responsabile Agonismo Regione Lombardia

 

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