ALBANIA NUOVA FRONTIERA
IMPRESSIONI SU UN VIAGGIO DI 5 GIORNI NEL GOLFO DI VALONA DOVE SI APRONO INFINITE OPPORTUNITA’ PER GLI SPORTS NELLA NATURA . OLTRE ALLA PESCA SUB , VELA , KITE E WIND SURF, TREKKING E MOUNTAIN BIKE .
Finalmente alle ore 21,30 , con un atterraggio da manuale ,l’aereo della “ belle air “ ci scarica all’aeroporto di Tirana da cui , dopo aver ritirato i bagagli e preso possesso del Doblo prenotato dall’Italia ,siamo andati all’Hotel subito fuori dall’aeroporto .
I dubbi e le idee preconcette che avevamo sull’Albania e la sua viabilità ci avevano fatto optare per un viaggio alla luce del giorno per cui la decisione di partire al mattino seguente era stata presa all’unanimità .
Antonio detto “Lillo “ , Luciano detto “ Cipriello “ , Stefano detto a seconda delle occasioni “ Hulk” o
“ Tista “ ed io “ Dugongo “dopo una cena a base di bisteccone con patate , birra e gelato per un totale di 30 Euro in quattro ,siamo andati a dormire in due camere più che decorose commentando positivamente questo primo impatto con la “terra delle aquile “.
Con
Lillo ( con cui farò coppia per tutta la trasferta sia in albergo che in
mare ) ,prima di prendere sonno ,abbiamo ripreso a fantasticare sulle
probabili catture di cui pregustavamo il piacere già da giorni , da quando
mi sono aggregato al gruppo che inizialmente doveva essere composto solo dai
tre amici-soci del Circolo Sub LNI Follonica .
Alle 6,30 ,dopo una rapida colazione , ci siamo avviati a Sud verso Durazzo ( Durres ) , Fier, Valona ( Vlore) per arrivare alla meta , il porticciolo di “ Marina di Orikum “ dove , dopo aver fatto conoscenza con il direttore ed esserci sistemati in due comodissimi monolocali a pianterreno , abbiamo caricato le attrezzature sulla barca di Enton Mistaku ,il nostro capobarca che ci accompagnerà nei prossimi 4 giorni in escursioni mirate vista la sua conoscenza dei posti acquisita portando , come istruttore PADI ,
subacquei locali e stranieri nei “ posti buoni “ .
La barca in assetto dislocante ci porta sulla punta del “ditone “ ,il promontorio di circa sei miglia che chiude a sud la baia di Valona , in poco più di un’ora .
Arrivati in cima al promontorio per girare oltre e scendere ancora più a sud ,una fastidiosa aria da scirocco che tendeva a rinforzare ci ha costretti ad immergerci all’interno della baia ; per primo si è immerso Lillo che ci ha subito informati sul colore opalescente delle acque e delle pareti che perpendicolarmente scendono a 18/20 metri per poi perdersi nel buio più profondo .
Tornando indietro lungo costa si è immerso Cipriello , successivamente è stata la volta di Tista e per ultimo mi sono immerso io .
Mentre la barca tornava indietro per spostare , a turno , Lillo e gli altri , anch’io ho potuto verificare la torbidità delle acque , i muri a strapiombo , un fastidioso pulviscolo giallognolo depositato sul fondale e , cosa veramente particolare , lo stesso pulviscolo ricoprente le pareti anche sulla verticale.
Poche zone di rocce staccate sul fondo davano asilo a diversi dotti di tutte le misure , da piccoli a tre / quattro Kg ; dai numerosi buchi nelle rocce spuntano teste minacciose di enormi murene ( ne abbiamo viste solo di grosse dimensioni ) mentre velocissimi saraghi ,e neanche di taglia , fuggono verso il nero dei fondali .
Messi al cavetto un paio di dotti ed un sarago di buona taglia, sono stato raggiunto dalla barca per il mio spostamento ; ovviamente la prima curiosità è stata quella di sapere cosa avessero catturato gli altri amici .
Aperta la cassa-frigorifero , il carniere non molto esaltante è composto da alcuni saraghi ,un paio di dotti , due cerniotte sui tre kg ed una di circa 5 Kg cui si sono aggiunte le mie prede.
Nel frattempo la situazione meteorologica era già cambiata almeno tre volte ; partiti con la pioggia , accompagnati da un sole cocente per un tratto di navigazione , coperti da nuvoloni neri all’inizio dell’immersione trasformatisi poi in pioggia battente , fatto il mio spostamento , ci siamo ritrovati con un bel sole fino a fine battuta .
Purtroppo però più si rientra verso la base di partenza e più il fondale è sporco ; ci sono poche rocce isolate ricoperte di limo giallo ,fondali degradanti formati da pietrisco ,tufo , banchi di posidonia sofferente e pesce sempre più rarefatto .
Risaliti tutti a bordo , siamo andati a spogliarci in una baietta sottovento e ci siamo rifocillati con alcune specialità locali portate da Enton , terminando con un’ottima anguria fresca .
Nel rientrare ci siamo scambiati le impressioni e tutti abbiamo concordato di immergerci , il giorno dopo , lungo la costa dell’isola di Sazan ,situata di fronte a Valona ,sperando di trovare acqua più chiara e fondali più interessanti e puliti .
Nel raccontarci le sensazioni provate , è emersa la delusione di non aver visto ne’ dentici ne’ qualsiasi altro pelagico , ne’ una spigola ne’ corvalli ; invece tutti e quattro abbiamo sentito nettamente la sgradita sensazione di un’esplosione subacquea .
Enton , il nostro accompagnatore , ci ha spiegato che ancora c’è chi arrotonda la giornata tirando “saponette” ai pesci , recuperando ciò che viene a galla e lasciando sul fondo il resto ; così si spiega anche l’enorme presenza di vermi cane e di murene su tutti i fondali visitati .
Parlando di questi pescatori di frodo , ci ha spiegato quanto è avvenuto negli ultimi 12/13 anni , dalla caduta del regime filo-cinese ai primi vagiti di una democrazia mai immaginata prima .
E
così ci è stato confermato che l’Albania sotto il regime comunista di Hoxha
si era isolata dal resto del mondo e che , con una strategia del terrore
inculcata nella popolazione evocando una imminente invasione dai paesi
occidentali e confinanti , la maggior parte delle risorse economiche della
nazione erano state investite nelle forze armate e per costruire tutta una
serie di bunker .
Le poche strade , volutamente , erano state costruite con una carreggiata ridotta per evitare che potessero servire come piste di atterraggio ad aerei nemici : per oltre 40 anni si è inculcato nella popolazione odio per i confinanti e paura verso gli stranieri .
E’ impressionante vedere le colline e le montagne che si affacciano sul mare costellate di bunker di tutte le dimensioni alternate a gallerie fortificate da cui , un tempo , sbucavano bocche di cannoni ; si calcola che ancora oggi vi siano più di un milione di bunker in disuso ed in via di distruzione naturale e che solo sull’isola di Sazan ve ne siano più di 2000 .
Rientrati alla base , decidiamo di andare a visitare e cenare a Valona ; lasciata l’auto in un parcheggio centrale siamo andati a passeggio non notando grandi differenze tra la città albanese ed una qualsiasi città di provincia italiana in pieno sviluppo.
Infatti la cosa che è particolarmente saltata agli occhi è l’innumerevole serie di cantieri aperti ; è evidente la voglia di modernità ed il desiderio di recuperare il tempo perso .
Sono molti , infatti , gli albanesi che dopo aver fatto esperienza nei paesi occidentali ed aver imparato un mestiere e magari aver risparmiato dei soldi , sono rientrati in patria ed hanno avviato un’attività in proprio come ha fatto il nostro amico Enton che ha conseguito in Italia il brevetto PADI , ha acquistato la barca con cui organizza escursioni ed in più ha acquistato un fondo per il suo Bar OAZI BLU ( lo stesso nome dato al suo diving ) .
Altra cena con antipasto , primi , carne con patate ,formaggio e amaro al costo di ben 38 Euro totali ed ancora uno scroscio d’acqua che ci ha inzuppati fino alle ossa per tornare a prendere l’auto .
Alle ore 8 del secondo giorno siamo pronti per andare all’isola di Sazan : il sole è perfetto , la barca pronta e l’equipaggio si è arricchito dello zio Angelo e del cugino Bruno di Enton .
Così veniamo a sapere che Enton domenica prossima si sposerà e che per l’occasione si sono riuniti , oltre ai suoi fratelli e genitori , anche lo zio con la famiglia americana , lo zio che vive in Italia e l’altro zio che vive in Albania con le rispettive famiglie .
Durante il tragitto che ci separa dall’isola il tempo cambia due volte , da scrosci d’acqua violenti ad un sole che fa brillare le acque in controluce ; arriviamo all’isola che il cielo è terso ed il mare quasi calmo , l’acqua però sembra sempre opaca e le pareti sempre a strapiombo .
Decidiamo di scendere in acqua a coppie: Tista e Cipriello sotto la torre a sud mentre Lillo ed io ci spostiamo verso la costa ovest.
Anche qui l’acqua è veramente una delusione ; le piogge incessanti degli ultimi mesi e dei giorni precedenti più un moto ondoso costante nella forza ma da provenienze diverse fa sì che ci sia una sospensione continua che impedisce di vedere il fondo oltre 5/6 metri .
Per circa due ore non vedo niente di interessante finchè arrivo sulla punta giusta che da terra fa intuire una frana a grandi massi protesi verso il largo .
Al primo tuffo vedo e fermo un dotto di buone dimensioni mentre Lillo cattura una cerniotta ed un sarago .
Al tuffo successivo vedo una bella cernia filare verso il fondo e nel risalire mi trovo la barca sulla verticale pronta a recuperarci per uno spostamento .
Senza fare storie risaliamo e troviamo Tista ( in questo caso Hulk) verde dalla rabbia : nell’entrare in acqua aveva perso e non era riuscito a ritrovare il suo arbalette da 75 .
Nonostante questa contrarietà aveva catturato una cernia ed un bel sarago mentre il suo compare aveva portato a pagliolo un’altra cernia ed un bel dotto .
Decidiamo di spostarci verso un’insenatura con delle grosse rocce franate a parete dove si immergono i nostri amici ( ovviamente abbiamo esortato Tista di fare attenzione all’unico fucile rimastogli prendendoci un ricco vaff…….) mentre noi ci facciamo portare sulla punta successiva decidendo di tornare indietro pescando .
Dopo
neanche cinque minuti noto su un pianoro in 15 metri d’acqua un buco
circolare di circa un
metro
di diametro ed , incuriosito , decido di guardare sperando in un controluce
dato che normalmente pesco senza torcia .
Stando in verticale rovesciata controllo la spaccatura e , nel controluce sperato , vedo una grossa pinna ondeggiare lentamente sotto la spinta della corrente .
Controllo dalla parte opposta del controluce e mi vedo la coda proprio davanti al naso ; per capire meglio la posizione della cernia mi faccio prestare la torcia dal Lillo ed illumino il corpo senza riuscire a vedere la testa . Decido di fermarla prima che lei possa cambiare posizione e , cercando il punto più alto , tiro a colpo sicuro .
Inizia così un lavoro di coppia con il Lillo per riuscire a far mettere di testa il pesce che ,in un ultimo tentativo di difesa , si è arroccato nel punto più stretto .
Prima con un altro fucile , poi con un bastone fornito dalla barca appoggio riusciamo a mettere in posizione giusta il pesce e tirando con tutte le forze , prima riusciamo a rompere l’aletta del secondo fucile , poi , un centimetro a volta la testa viene fuori e Lillo riemerge con la preda fra le braccia .
Nel frattempo Luciano e Stefano stanno pescando sulla frana vista all’inizio dell’immersione e,
quando li andiamo a riprendere per spostarci , portano a bordo delle belle corvine e due cerniotte .
Stefano ,salito per primo a bordo ,racconterà di aver strappato una grossa corvina e di averne viste alcune enormi mentre Luciano racconterà di essere andato verso terra lasciando sul fondo torcia ,fucile e pallone per poter salire sugli scogli per liberarsi di uno stimolo impellente e di aver visto sotto un sasso ,in tre metri d’acqua ,una bella cernia in caccia .
Tornato indietro, preso il fucile e cautamente avvicinatosi allo scoglio , non ha trovato più il serranide ad aspettarlo .
A questo punto del racconto Tista ha riconosciuto nel corvallone ( Kg 1.900 ) portato da Cipriello quello da lui ferito in precedenza per cui sono iniziati gli sfottò per chi meritasse il diritto di cattura .
Per evitare ulteriori discussioni si è deciso di riprendere a pescare tornando verso la punta che avevo localizzato e lasciato in precedenza .
Ancora stesse coppie e , mentre Antonio ed io ci siamo buttati davanti ad una fenditura nella roccia , Luciano e Stefano hanno proseguito verso la punta .
Fatti pochi metri dal punto d’immersione , andando verso terra lungo un canalone ho visto prima una e poi un’altra “mucca “ ( due cernie di oltre 15 Kg ) scendere verso il fondo ; mentre una proseguiva , l’altra si arrestava e si metteva in candela .
Speranzoso mi son lasciato cadere a foglia morta sulla verticale del pesce sempre fermo , appoggiato sulla coda quando da una lastra laterale è partito a razzo un dotto di buone dimensioni che si è portato dietro la cernia spaventata .
Tornato verso terra sperando di trovare qualche altra sorella più fiduciosa , ho intravisto , in una stretta
spaccatura verticale , l’argentea livrea di un gruppo di saraghi di grosse dimensioni .
Aspettando un momento di stasi della risacca mi sono avvicinato e , mirando con calma , ne ho catturato uno vicino al Kg.
Nel frattempo gli altri catturavano ancora alcuni bei corvalli ,dei saraghi ed un paio di dotti ; Lillo , risalendo a bordo , ha detto di aver visto una grossa cernia intanata e di averla graziata data la posizione sicuramente difficoltosa per il recupero .
Rientrando verso il porto ci siamo fermati in un ridosso a cambiarci ,ma non abbiamo potuto approfittare del bel sole dato che il cugino Bruno , a causa di un forte mal di mare , aveva cominciato a dare di stomaco ed era pallido cadaverico .
Nel frattempo lo zio Angelo ci cantava tutte le canzoni italiane anni ’70 –’80 che lui , giovane ventenne , aveva imparato alla radio e per colpa delle quali , essendo tacciato dalle autorità politiche di attività sovversiva , aveva perso il lavoro ed era stato costretto ad espatriare clandestinamente e venire in Italia a fare il camionista .
Enton ci racconterà poi che anche lui, quattordicenne , è fuggito clandestinamente e , venuto in Italia , ha fatto molti lavori tra cui il guardiano ,per un tribunale , presso un deposito di auto sottoposte a sequestro giudiziario .
Quando rientriamo alla Marina di Orikum , tra gli altri , conosciamo Louan , il giovane rappresentante la Capitaneria di porto , amico di alcuni soci costruttori della Marina che sono italiani , alcuni di Follonica.
Ci indica un ristorantino sul mare dove la sera andiamo e veniamo trattati con i guanti bianchi , forse anche troppo , dal personale e , dopo aver assaporato spaghetti ai datteri , verdure grigliate , carne , formaggio feta con olive , birra e gelato riusciamo a pagare anche 40 Euro in tutto !
La terza mattina siamo decisi : “ oggi andiamo fuori dal dito “ alludendo al promontorio che a detta di Enton è particolarmente ricco ed , essendo all’esterno dal golfo , ha acque sicuramente più pulite e più pescose .
Ancora un’uscita con tre cambi di tempo finchè , arrivati sulla punta , Enton ci porta a visitare la “Grotta dei Pirati “ un antro enorme alto circa una cinquantina di metri che a me ricordava più la cupola di una cattedrale .
Una meraviglia veramente da vedere per la trasparenza delle acque ,l’effetto controluce per il canyon d’accesso , l’effetto eco per la volta particolarmente tondeggiante e per gli innumerevoli stalattiti dalle forme più strane .
Uscendo
all’esterno e guardando la montagna sovrastante costellata di bunker e
sentieri militari per lo più abbandonati , ammirando la natura che sta
riprendendo il sopravvento sugli interventi umani mi è venuta spontanea
l’idea delle grandi potenzialità che ha questo territorio rispetto ad un
turismo naturalistico .
Infatti , partendo da Orikum , sfruttando i sentieri militari dismessi ed attrezzando le casematte abbandonate a rifugio, si può camminare o pedalare per ore a vari livelli ; sul livello del mare percorrendo la litoranea (sterrata ) che collega le batterie ed i bunker più bassi o risalendo lungo i sentieri che si inerpicano sulla montagna fino ad 800 metri oppure addentrandosi negli incredibili boschi ed attraversando pascoli in cui sciamano greggi di capre e mucche allo stato brado .
Intanto la barca , cercando di guadagnare la costa esterna ,si avvicina alla punta estrema dove , per nostra sfortuna ,tira già un notevole vento da scirocco tendente a rinforzare .
Enton ci sconsiglia di immergerci all’esterno così siamo costretti ad iniziare da questo punto tornando indietro : come sempre iniziano Luciano e Stefano mentre Antonio ed io ci facciamo lasciare a circa cinquecento metri lungo costa .
Mentre un altro scroscio d’acqua ci accompagna per la prima parte dell’immersione , sott’acqua non riusciamo a vedere niente di interessante se si esclude un branco di lecce stella di modeste dimensioni .
Arrivati ad una larga insenatura Antonio la taglia di netto andando verso la sponda opposta mentre io costeggio cercando di trovare un ciglio accessibile con qualche lastrone sul fondo .
Due saraghi di buona taglia che nuotano a mezz’acqua mi invitano a seguirli e mi ritrovo su un fondale di 18 metri ,dolcemente degradante ,ricoperto da una serie di grossi cavi che , verrò a sapere dal capobarca , servivano a rendere difficoltoso l’accosto a fantomatiche navi nemiche .
Una decina fra dotti e saraghi di tutte le misure si defilano nascondendosi in una serie di anfratti , sotto
i cavi ed in mezzo ad un banco di posidonia .
Con un’accurata ricerca riesco ad individuare un paio di dotti e due saraghi , ma la sorpresa più bella è il trovarmi di fronte ad un’ancora in piombo ed una serie di cocci e anfore onerarie vinarie (a collo lungo ).
Dal collo di una sporge la testa di un grosso grongo mentre una “ pancia “ fa da rifugio ad un piccolo dotto .
Non riuscendo a localizzare altre prede utili , proseguo lungo il ciglio che a tratti sale e talvolta scende di qualche metro presentando interessanti fenditure e qualche roccia staccata .
Davanti ad una fenditura vedo sostare una strana cernia che si lascia catturare agevolmente ;vedrò poi che è una cernia bianca di 3/4 Kg e mentre la metto al cavetto ,vengo raggiunto dalla barca che ci propone uno spostamento .
Salito a bordo i miei pesci vanno ad aggiungersi ad una bella cernia , due dotti , alcuni saraghi ed un paio di corvalli di taglia ; raccontando delle anfore adagiate sul fondo dell’insenatura ,Enton si annota la novità per aggiungere una nuova meta alle sue escursioni subacquee .
Purtroppo con lo spostamento ci ritroviamo a pescare nella stessa zona del primo giorno dove l’acqua è ancora più sporca ed il fondo presenta una sospensione più densa ; risultato nessuno prende più prede per cui decidiamo di riposarci un po’ dopo esserci spogliati in una baietta ridossata e rifocillati a dovere .La sera siamo invitati a cena da Enton nel suo bar Oazi Blu con tutti i parenti maschi che si sono riuniti per il suo matrimonio ; durante la cena a base del nostro pesce cucinato in modo sopraffino con una serie di verdure locali ,cogliamo l’occasione per regalare al nostro capobarca degli autoadesivi , una serie di magliette , la tuta di rappresentanza e la borsa del nostro Circolo Sub LNI Follonica in ricordo di questo incontro .
La mattina successiva , che per noi è l’ultima , Enton dovrà fare le prove del matrimonio per cui ci faranno da accompagnatori un fratello ed il cugino americano ; puntuali alle 8,30 prendiamo il mare puntando decisamente verso l’isola di Sazan visto che anche oggi il tempo prevede vento da sud e ,forse ,pioggia .
Cerchiamo di iniziare oltre la punta Ovest per stare a ridosso ,ma la scelta si dimostra poco felice per le catture; una cerniotta , tre dotti , due corvalli e due saraghi di cui uno da Kg 1,800 finiscono a pagliolo prima di effettuare uno spostamento che ci riporta nella zona visitata due giorni prima e dove avevamo visto e lasciato pesci di notevole taglia .
Con Lillo ci siamo immersi dove avevamo visto due cernioni mentre gli altri due amici hanno ritentato sui corvalloni .
Mentre mi avvio verso la fenditura nella parete ,una cernia mi parte verso il fondo e Lillo ,dietro di me , vede la spaccatura in cui si è andata a nascondere . Io proseguo verso la crepa e fulmino due saraghi mentre Antonio spara alla cernia che viene portata in superficie dopo esserci alternati in una serie di tuffi non molto impegnativi .
Il pesce che peserà sui 4 Kg non è quello visto infilarsi nella spaccatura per cui , per dare alla tana il tempo di schiarirsi , decidiamo di spostarci su un’altra zona dove speriamo di trovare un altro serranide .
Purtroppo lo spostamento a nuoto non da buoni risultati se si escludono un paio di saraghi catturati sotto una lastra vicina alla tana della cernia .
Decidiamo di tornare indietro con il mare che aumenta di intensità sotto la spinta dello scirocco montante e , arrivati sulla spaccatura , Lillo scende , spara in testa e mette in tiro la grossa cernia che stava in fondo alla tana dietro ad una murena .
Un secondo tuffo e stando in superficie sento la sagola allentarsi ; Lillo risale dicendomi di scendere a tirare un secondo colpo dato che la cernia , strappata con forza , è con la testa fuori .
Comincio a ventilarmi velocemente quando Antonio mi grida che il pesce si è strappato , infatti la sagola recuperata porta in superficie l’asta con le alette rovesciate !
Scendo egualmente , ma oltre alla torba , dalla tana esce una nuvola di
sangue ed è impossibile vedere dov’è andato a rifugiarsi il pescione ed
essendo purtroppo arrivata l’ora di tornare a terra , la barca è venuta a
prenderci .
Recuperiamo anche Tista e Cipriello con le loro ultime prede e li troviamo preoccupati perché siamo abbondantemente oltre il tempo stabilito ; siamo andati a ridosso dell’isola per cambiarci e rifocillarci dopodiché abbiamo ripreso il viaggio di ritorno .
Lillo e Tista sono andati sotto coperta mentre Cipriello si è addormentato su un sedile a ridosso dal vento che , una volta usciti dalla copertura dell’isola , è divenuto di una buona intensità costringendo il capobarca a dirottare verso un porto alternativo situato a Nord di Valona .
Enton è venuto a prenderci in auto e ci ha riaccompagnati alla Marina di Orikum spiegandoci che ogni giorno nel Golfo di Valona entra un vento termico costante che talvolta , aggiungendosi ad una perturbazione ,può creare disagi alle piccole imbarcazioni .
Anche questa situazione meteorologica mi fa pensare allo sviluppo che potrebbero avere gli sport del vento quali regate , wind surf e kite surf che in queste acque ancora non si vedono !
Ripartiamo per l’aeroporto di Tirana con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia prevista ,ma l’aereo partirà domattina per cui l’unico problema sarà quello di arrivare un po’ più tardi all’albergo visto che dovremo fermarci anche a mangiare qualcosa .
Durante la cena abbiamo tracciato a caldo un bilancio della trasferta ed abbiamo concluso che sicuramente la zona merita di essere visitata in altri periodi con acque più chiare e più calde in modo da poter incontrare anche dentici e pelagici che diversi amici ci hanno assicurato esserci in abbondanza .
Di sicuro con le acque chiare si potranno incontrare molte prede interessanti e vedere dove vanno ad intanarsi ; un buon profondista si potrà togliere diversi sfizi e certamente ricciole , dentici , lecce e palamite faranno la felicità dei migliori aspettisti .
A Luciano e Stefano interessavano particolarmente queste prede e nei loro racconti si sente il disappunto per questa mancanza .
Per me e Lillo è stata un’occasione perfetta per fare un buon allenamento , stare in compagnia di “ ragazzi” allegri e pronti alla battuta ed aggiungere una esperienza che ancora ci mancava .
NOTIZIE UTILI
L’Albania si raggiunge in h . 1,30 circa da diversi aeroporti italiani e le auto a noleggio hanno i costi simili all’Italia .
Si può raggiungere via mare da Brindisi e da Ancona
Per la Marina di Orikum ( posto barca ed appartamenti ) contattare www.orikum.it
Per l’imbarcazione sul posto con accompagnatore , noi ci siamo rivolti a Enton Mishtaku istr. PADI che parla italiano la cui e-mail è : blu-oasi@yahoo.it e tel ( +355 ) 33229913 Mob,(+355 )0692905653La moneta è il Lec il cui cambio è circa 125 per un Euro ; gli euro vengono accettati regolarmente.
Probabilmente in estate fa un caldo soffocante dato che ,per la prima volta in vita mia , ho visto dei gazebo all’aperto ,antistanti diversi bar nel centro di Valona ,dotati di enormi ventilatori !
e-mail: info@lnisubfollonica.it
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