GIRO
D'ITALIA TROFEO SPORASUB PESCA IN APNEA
FOLLONICA
23 MARZO 2003
La sera del 22 Marzo ci troviamo nella nuovissima piazza sul lungomare, nel centro di Follonica, dove la SPORASUB ha allestito uno stand,con la presenza del suo direttore commerciale Raimondo Grassi, dove si potevano osservare le ultime novità delle attrezzature, ed effettuare le ultime iscrizioni e il controllo dei documenti da parte degli uomini della " federazione ". Erano presenti i massimi esponenti della FIPSAS, dal Presidente Prof. Alberto Azzali; ai giudici Luciano Cottu, (facente parte della Commissione Internazionale di pesca in Apnea della CMAS ) e Cristian Faraglia.
23 Marzo ore 7,00 le quaranta coppie si trovano nella piazza davanti al grattacelo sul mare dove un settore dell'ampio parcheggio è stato riservato alle auto degli atleti, che armati delle proprie attrezzature, scendono sulla spiaggia per la vestizione. Anche qui da notare la possibilità degli atleti di usufruire dei servizi di uno stabilimento balneare, cabine per cambiarsi e nelle quali tenere i vestiti, ma soprattutto la doccia con l'acqua calda, che, di questi tempi non è poco. Finita la vestizione tutti insieme nella piazzetta per il controllo della presenza e la foto di gruppo (veramente un bel gruppo) di 80 persone.
Ore 9 il via alla gara; un
esercito di " guerriglieri ", armati di pinne, maschera e fucile
iniziano a camminare sul
bassofondo finché, indossate le pinne, iniziano a raggiungere le zone di pesca prescelte. Da qui
ognuno cerca di interpretare la propria gara come dai racconti
"sotto", raccolti dagli atleti delle prime coppie classificate.
Dieci gommoni sono stati messi a disposizione dall'organizzazione, sia per l'assistenza agli atleti, che per i giudici di gara che sono stati controllori molto attivi girando in lungo e largo per tutto il campo di gara, così come i giornalisti e fotografi, Gherardo Zei, Stefano Navarrini ecc. ecc. In aggiunta c'erano anche un gommone dei Vigili Del Fuoco; uno della Croce Rossa Italiana e un'imbarcazione dei Carabinieri, che hanno fatto sì che la manifestazione si svolgesse in piena sicurezza.
A mezz'ora dalla fine della gara poi, si è assistito ad una vera e propria competizione di nuoto per poter consegnare in tempo ( alle 13,30 ) il pescato, pena la retrocessione all'ultimo posto in classifica. Sono convinto che qualcuno vedeva il Piccolo Mondo (punto di arrivo ), come un miraggio irraggiungibile tanto doveva pinneggiare combattendo contro il tempo, e oltretutto, con la stanchezza di tutta la gara alle spalle.
Alla fine purtroppo 8 coppie
non sono riuscite, alcune anche per pochissimi minuti, a consegnare i pesci in
tempo utile, quindi i giudici applicando il regolamento
irremovibilmente, li
hanno retrocessi all'ultimo posto; questo se da una parte può sembrare
eccessivo, sicuramente, non avendo fatto eccezioni alla regola, fungerà da
avvertimento e sarà un vantaggio per tutti alle prossime tappe.Tra le
coppie retrocesse, alla vigilia, una certamente era tra le
favorite,quella composta da Pietro Milano e Riccardo Filippi, grandi
conoscitori della zona, infatti, si sarebbero classificati al 2° posto.
Durante la pesatura tutti gli atleti hanno potuto gustare delle penne veramente "all'arrabbiata" dove il peperoncino forse, era un pò troppo abbondante, ma, ci siamo rifatti la bocca, con un ottimo pezzo di torta sempre preparato dal ristorante Piccolo Mondo. Sono stati poi, stilata la classifica, assegnati i premi in denaro per le prime tre coppie, e, fucili e pinne della Sporasub fino alla decima.
A questo punto vi lascio ai racconti in prima persona delle prime coppie classificate, ci vediamo a Civitavecchia!!
G.B.
LA GARA DI :
1^ Coppia Classificata
Alla
partenza, vista la situazione meteo – marina (vento da Est molto forte e
acque torbide) abbiamo optato per il campo a Nord – Ovest (verso
Pratoranieri) sperando nell’acqua più chiara e sfruttando così il fattore
vento e corrente.
Nella
prima ora, non sappiamo se casualmente o volutamente, ci siamo trovati nella
stretta compagnia di altre cinque coppie che costantemente ci hanno
affiancati.
Visitate
tre spaccature interessanti situate a circa 150 metri l’una dall’altra,
solo nell’ultima siamo riusciti a catturare un labride sicuramente di peso.
Spostandoci verso il largo, su un fondale di 7/8 metri, siamo andati a
visitare una lunga fenditura che avrebbe dovuto ospitare una bella colonia di
saragoni già avvistati a metà Febbraio. Purtroppo però, fuori e dentro la
tana girellavano solo alcuni corvalli sotto misura. Uscendo ancora verso
un’altra zona buona, ci siamo imbattuti in un taglio che, coperto da una
nuvola di fango in sospensione, era sicuramente già stata visitata.
Ad
un controllo minuzioso e attento, agli occhi di Marco non è sfuggito il
bagliore della livrea di un bel sarago ( “ sarà 7/800 grammi “ ha detto).
Purtroppo però l’acqua sporca non gli ha consentito di metterlo a tiro; nel
frattempo però, tra gli agglomerati di tufo circostanti non si è lasciato
sfuggire un altro bell’esemplare di labride. Abbiamo deciso di spostarci
verso un’altra zona per permettere all’acqua di
schiarirsi e siamo riusciti a catturare un altro tordo ( che risulterà
sotto peso per 4 grammi). Tornati sul posto lasciato in precedenza, con
l’acqua più chiara ho seguito l’azione di Marco dalla superficie e nel
polverone sollevato dall’azione di cattura, ho cercato e poi individuato
l’argentea livrea del saragone ( al peso Kg. 1,428 !!! ). Così rincuorati
ci siamo spostati verso la parte Sud del campo di gara sperando nel giro del
vento ( che poi c’è stato, ma alla fine della gara ) e nell’acqua più
chiara visto il basso fondale che fronteggia il Petraia.
Nell’ultima
ora, ad un miglio dalla costa, abbiamo iniziato a scorrere una serie di orli
perpendicolari a terra e, su un ciglio franato, abbiamo catturato ancora un
sarago valido ed un tordo sotto misura.
L’ultima
mezzora è stata una corsa contro il tempo per rientrare in orario, siamo
arrivati a quattro minuti da limite massimo !!!
LA GARA DI :
2^ Coppia Classificata
Non ancora pervenuta.
LA GARA DI :
3^ Coppia Classificata
Alla partenza, devo ammettere che la tensione era piuttosto alta, vuoi per la nuova formula, vuoi perché si iniziava il circuito con una gara “in casa”; comunque con Piero abbiamo deciso di partire per ultimi in modo da evitare inseguimenti da parte delle altre coppie, che comunque, nella prima mezz'ora si sono verificati.
Durante
il percorso abbiamo visitato 14 tane che a nostro giudizio potevano essere
interessanti, nonostante la primavera non sia una stagione esaltante per il
Golfo di Follonica.
Come
ultima tana abbiamo lasciato un taglio di roccia molto bello e difficile da
trovare, dove ammetto, che la speranza era di trovare almeno un grongo, invece
con piacevole sorpresa c'erano alcuni saraghi;
ne abbiamo presi tre e strappato un grongo, che comunque c'era.
Da
qui abbiamo iniziato il percorso del ritorno, durante il quale il ritmo della
pinneggiata è andato man mano
aumentando, alla fine io tenevo i fucili e Piero nuotava con mani e piedi
tirandosi dietro il pallone. Abbiamo consegnato il pesci
pochissimi minuti prima del limite del tempo.
LA GARA DI :
4^
Coppia Classificata
Allora,
la giornata prima avevamo deciso di fare la gara senza seguire nessuno,
contavamo di mantenere un ritmo elevato ed avevamo deciso di impostare a Nord.
Entrati i acqua abbiamo visto che faceva schifo allora anche uscendo ci siamo
accorti che non cambiava per cui abbiamo deciso la prima mezz'ora di
mantenerci relativamente sottocosta 4/500mt. Il fondo presentava più tagli e
"franatelle" perchè più spazzato dalle correnti. fortunatamente
non siamo caduti nel "giro della vecchia" ed abbiamo trovato un buon
numero di lastrine o cigli che cadevano alcuni pure molto molto belli, ma
vuoti.
Alla fine della prima ora faccio un'apnea e mi trovo davanti l'oratella, gli
tiro una botta a vuoto e lei si infila sotto una lastrina. Prenderla è stato
facile. Poi dopo un pò passo il fucile ad Andrea che dopo due apnee prende il
primo bel sarago, quello più piccolo, con un tiro al volo sotto una lastrina.
Stava per andarsene. ti faccio presente che Andrea è reduce da una lunga
convalescenza per una brutta influenza e quindi non ha potuto pescare molto,
ma, quel poco che ha pescato è stato grande.
Passate due ore ed arrivate al limite Nord, decidiamo di spostarci verso sud
ed uscire di circa 50 metri e proseguiamo paralleli alla costa, il fondo è più
uniforme e non vediamo pesce, aumentiamo di ritmo, perchè capiamo subito che
sarà una gara povera di prede. Dopo un'ora catturo una lappera in peso su un
ciglio anonimo, e' stata una cattura di fortuna proprio perchè, per caso ho
guardato in parete distinguendo le labbra del pesce dentro il ciglio di "bambacino"
(radice di poseidonia, come lo chiamiamo noi). Poi arrivati all'ultima
mezz'ora troviamo Praiola/Volpicelli che sommozzano su una bellissima serie di
lastroni. Comincio anch'io a fare lo stesso e su un buco passante a sabbia
trovo il sarago e lo sparo d'istinto. Pensavo di non averlo preso ed invece
l'avevo centrato in pieno.Siamo dovuti rientrare di corsa, mancavano solo 25
minuti. Non abbiamo sbagliato un pesce, quello che abbiamo visto abbiamo
preso. Non ci possiamo rimproverare nulla. Siamo convinti che nelle gare a
nuoto, conoscenza di tane a parte e sfiga a parte, il risultato sia
proporzionale al numero di apnee effettuate. Tutto qui.
Salutoni,
Andrea
& Alessio
LA GARA DI :
5^
Coppia Classificata
Follonica ore 8,00 arriviamo al parcheggio riservato per l’occasione agli atleti, le solite chiacchiere con i vari conoscenti, nel solito clima disteso e festoso che ritrovo ad ogni inizio gara. Poi alcuni chiarimenti in merito al nuovo sistema della gara. Giusto riportare il peso minimo a 300gr. per questa gara, meno giusto il non richiamo a chi ha sparato a pesci che erano poco più di avannotti, per lo meno visto che era solo qualcuno che ha sbagliato lo si poteva richiamare verbalmente non ufficialmente, chiuso la parentesi che ho notato. La gara è iniziata alle 9.00 e la durata era di 4,5 ore con fine alle 13,30.
La nostra partenza è stata influenzata da quel poco di esperienza fatta ad Ottobre, abbiamo scelto di andare verso il largo dirigerci verso la Carbonifera per poi tornare controcorrente su una diversa battimetrica alla Colonia da qui tornare al punto di partenza. Abbiamo seguito tutti i ciglietti che incontravamo e tane puntualmente vuote, durante questi percorsi subacquei ho incontrato diverse volte altri atleti che facevano lo stesso percorso al contrario visto che era l’unico modo per poter pescare da queste parti. A metà gara avevamo solo uno scorfano, poi ho strappato un tordo. Arrivati quasi alla boa della Carbonifera abbiamo invertito il senso della nostra marcia. Durante il ritorno nuotando controcorrente verso la colonia c’è capitato un episodio per fortuna a noi favorevole.
Stavo seguendo il mio amico Cascione che era in immersione quando vedo risalire dal fondo un altro atleta, che io non avevo visto, e dire al suo amico una volta arrivato in superficie “ me la tolto da sotto il naso” a quel punto metto di nuovo la testa sotto il pelo dell’acqua e vedo risalire Pietro con un sarago (kg. 1,180 al peso) chiedo cosa fosse successo e lui mi dice che stava seguendo l’ennesimo ciglio quando incontra una bella pietra che faceva tana guarda all’interno e vede un sarago fermo e indeciso sul da farsi, non perde tempo e gli spara, dopo lo sparo vede uscire da dalla parte opposta di questa pietra l’atleta su citato che aveva visto il sarago intanarsi. Non era visibile a Pietro questo atleta in quanto coperto dalla pietra. Non ci sono stati attriti con questi atleti in quanto si è vista la nostra buona fede. Salutati gli amici abbiamo proseguito per la nostra pescata. Abbiamo continuato a cercare i gronchi senza riuscirci. Poi ho trovato un altro sarago in una tana che sicuramente era stata visitata già da altri concorrenti visto il nuvolose che la copriva. Continuando verso il ritorno ho trovato una corvina in uno spacco lungo e non potevo sparagli con l’arbalete da 60 con fiocina (fucile usato per tutta la gara) perché troppo lontana. Risalendo ho avvertito i crampi alle cosce, ho passato il fucile a Pietro il quale l’ha vista intanarsi e gli ha sparato al volo strappandola. Erano le 12,00 ed eravamo a circa 1 km. Dall’arrivo, per tutto il ritorno ho nuotato a rana solo bracci e Pietro che alternava aspetti a percorsi subacquei fino a riva. Nonostante i crampi ho strinto i denti e siamo arrivati puntuali alla consegna del pescato. Ho apprezzato molto il fatto di aver fatto rispettare con un certo lasso di tempo il termine della gara, e aver penalizzato i ritardatari tra cui anche una coppia del mio circolo, così ha avuto più valore il mio sacrificio. Buona tutta l’organizzazione ma voglio segnalare un piccolo neo. Da noi c’è un detto che dice “ per una carta di pepe si rovina la minestra “ nel caso del vostro cuoco è stato un cartone di peperoncino a rovinargli la minestra. Spero che apprezzate la vena di spirito.
A presto, Francesco Annoscia & Pietro Cascione
LA GARA DI :
6^
Coppia Classificata
La
mattina di Domenica dopo il raduno dei concorrenti, venuti a conoscenza del
campo di gara, si discute sulla
“ tattica “ da adottare.
Decidiamo con Luciano , visto il vento di terra teso, di provare a pescare in
terra, senza però perdere troppo
tempo visto che in queste
condizioni meteo il pesce almeno da noi è solito spostarsi fuori. Iniziamo
quindi la vestizione e al via con le pinne sottobraccio camminiamo nel basso
fondale cercando di guadagnare la
destra del campo di gara,
raggiunta l’acqua più alta, indossiamo maschera e pinne; partiamo.
Dopo
poco giungiamo su di una zona interessante composta da diversi crostoni che
ogni tanto franano formando dei tagli molto belli, è proprio in uno di questi
che intravedo un bel sarago entrare dentro,
quindi decido, essendo a fine tuffo, di lasciare la lampada sul fondo davanti
al buco di entrata del pesce. Rifaccio il tuffo e mi affaccio dalla parte
opposta, dove vedo che la tana è passante, ma non comunica con l’altro
buco. Nel frattempo parte un altro sarago più piccolo, ma sicuramente di
peso, gli sparo dietro d’imbracciatura ma non lo prendo; il tuffo dopo
guardo nel buco dove avevo lasciato la lampada e, dopo essermi levato il
boccaglio dal cinghiolo della maschera, infilo la mano con la lampada accesa e
da una strettissima fessura con un occhio solo riesco a vedere il muso del
saragone di prima. Torno su e metto al corrente il mio compagno quindi, al tuffo successivo provo, prima ad
infilare il fucile, poi la lampada, ma praticamente non c’è più lo spazio
che permetta di vedere dentro, oltretutto così facendo si è alzata la
polvere dentro la tana, allora abbandoniamo e ci spostiamo. Proseguiamo
rimanendo sempre sulla solita batimetrica abbastanza in terra dopo un’ora e
mezza di gara troviamo un posto interessante dove catturiamo un sarago che a
occhio, “ dovrebbe arrivare ”, quindi decidiamo di andare a vedere altri
posti più fuori ed ancora più a destra del campo gara. Con il vento di terra
si andava che era un piacere, c’è da dire che anche la plancetta, che usavo
per la prima volta, era come non averla. Arrivati sul posto conosciuto da
Luciano, dopo qualche tuffo, riesce a catturare una “ lappara ” molto a
rischio, cioè molto difficile da stimare se è di peso; ci spostiamo ancora
in un’altra zona e riusciamo a catturare un bel saragone, a quel punto
avevamo trovato forse la zona giusta, ma controllando l’orologio, mancava
un’ora alla fine della gara, e la distanza che dovevamo percorrere per
rientrare in terra per giunta contro vento e corrente era molta , riesco mio
malgrado a convincere il mio compagno a tornare indietro.
Mentre
si rientrava, si faceva qualche tuffo e per poco non si rimediava un altro
pesce, un corvallo dentro una tana; al momento dello sparo il fucile era
accidentalmente in sicura, poi
non c’è più stato verso di rivederlo, non c’èra nemmeno più il tempo.
Qui iniziava il calvario: mancava circa mezzora e, il “ Piccolo Mondo “,
dove dovevamo arrivare e tassativamente consegnare il pescato
entro le 13,30 era sempre lontano. Le gambe non le sentivo più, non si
riusciva a valutare la distanza e il tempo di percorrenza, in più con le
barche dell’organizzazione che incitavano a far presto, non potevamo
smettere di pinneggiare a tutta forza alternandosi sulla plancetta.
Bene,
anche se abbiamo consegnato il pesce alle 13,27 e ce l’abbiamo fatta,è
stato letteralmente un patimento, dopo due giorni ho ancora il mal di schiena e i muscoli delle gambe, non ne parliamo!
Dopo
tutta questa fatica, ci aspettava ancora l’ultima prova, la forbice della
bilancia, questa volta è andata bene i pesci sono arrivati tutti e tre e ci
siamo classificati al 6° posto.
Alla prossima……….. Beppe & Luciano.